
Copertina del libro di Caterina Soffici, analisi del paese più maschilista d'Europa
E’ uscito a fine febbraio proprio all’approssimarsi della Festa della donna il libro di Caterina Soffici “Ma le donne no“, giornalista, moglie e mamma che racconta un paese che negli ultimi 10 anni ha fatto un passo indietro mentre il resto d’Europa andava avanti.
Parliamo dell’Italia, il paese più maschlista d’Europa, dove le donne devono scegliere tra lavoro e famiglia, dove sono meno pagate dei colleghi maschi che svolgono le stesse mansioni, considerate esseri privi di cervello dai media – basta accendere la TV italiana e vedere sederi per lo spot dei rigatoni o cosce per un dentifricio, veline anzichè presentatrici.
Fiorentina residente a Milano, la Soffici per anni ha raccolto ritagli di giornali su storie di donne, al momento di mettervi ordine è emerso un quadro desolante, non solo storie di donne perdenti e rassegnate, ma un paese indietro anni luce in cui il delitto d’onore fino al 1981 stabiliva l’ergastolo per la donna che uccide il marito infedele, pochi anni di prigione per il marito che invece uccideva la moglie adultera. Il reato di stupro in Italia è stato riconsociuto delitto contro la persona verso la metà degli anni ’90. Nel suo libro spietato, amaro soprattutto per le donne, sono narrate vicende reali di donne che non lavorano, non fanno più figli, non fanno carriera, precarie che rinunciano alla materità. I modelli vincenti in Italia? Quelli proto-veline, o ex vallette ora onorevoli.
Le leggi in Italia ci sono ma non vengono rispettate, le donne dopo gli anni ’70 si sono ritirate e zittite come per non disturbare, si licenziano piuttosto che denunciare il mobbing sessista, si sfogano parlandone ma non agiscono mentre all’estero le denunce di discriminazioni possono anche finire in prima pagina.
Alla fine, conclude, e’ questione di liberta’: poter scegliere come vivere la propria vita, avere diritti e leggi che li tutelano. Senza alcuna pretesa scientifica, Caterina Soffici lancia cinque proposte che definisce modeste. Una legge sulle quote; un’altra sul part time, un’altra sulla paternita’, una con il divieto di immagini sessiste, in pubblicita’, televisione e in tutti i media e l’ergastolo senza attenuanti per chi commette stupro. Chiudete gli occhi, conclude Caterina Soffici, e pensate a come sarebbe tra dieci anni l’Italia se le cinque proposte fossero realta’.
Per informazioni e presentazioni del libro in Italia: libri
Ti è piaciuto l'articolo?

Posted in
Tags: 







Posso aggiungere una cosa? BASTA con l’idea inveterata che donna = mamma!! se una donna non vuole figli sono fattacci suoi, non si dovrebbe giustificare o sentirsi un’aliena per colpa della stupida idea maschilista e retrograda che, SICCOME è DONNA, DEVE volere un figlio.
Posso aggiungere una cosa: BASTA con l’idea maschilista e retrograda che una donna, siccome ha le ovaie, DEVE volere un figlio O COMUNQUE farlo (a prescindere dalla reale volontà). Già, perchè sennò è un’aliena
insensibile
egoista
strana
anormale
cambierà sicuramente idea
se ne pentirà
resterà sola
e basta a a a a !!!