Quiz show: la Corte di Cassazione dice che se la trasmissione tv è un format e il diritto va tutelato
E’ del 17 febbraio 2010, la sentenza della Corte di Cassazione in tema di diritto di autore rispetto ai programmi televisivi. La Corte ha ritenuto necessario, ai fini del riconoscimento del diritto, l’esistenza del cosiddetto “format“, o struttura esplicativa ripetibile del programma, a prescindere dall’assoluta novità e originalità dell’opera stessa.
Che cos’è il format di cui parla la Cassazione? Ebbene nonostante se ne parli ormai da tempo, pochi conoscono cosa sia un format televisivo. Chiariamo quindi che per format si intende uno schema di programma i cui diritti internazionali d’uso saranno soggetti a compravendita nell’ambito del mercato televisivo. I format sono sempre esistiti ma con l’avvento della nuova tv, ovverosia quella che tende a massimizzare gli investimenti e gli ascolti, gli spazi dedicati loro si sono ingigantiti. E’ nota la domanda di quel dirigente Rai che di fronte al “Quiz Show” presentatogli chiedeva se la trasmissione si ispirasse a “Lascia o Raddoppia”, senza sapere che la nota trasmissione condotta da Mike Buongiorno era a sua volta stata ispirata dal padre di tutti i quiz show, ovverosia un famoso format americano. L’allora produttore Rai, fatta questa scoperta, ebbe la geniale idea di comprare a quel tempo un format francese di scarso successo chiamato “Quitte ou double?”, facendo così risparmiare all’azienda Rai un sacco di soldi. Erano quelli i tempi in cui tutto si poteva fare; oggi non più, e se la legge in tema di diritto d’autore non è in grado di tutelare fino in fondo l’inventiva degli autori di format televisivi è la Cassazione che interviene per tutelare. Il format nella tv globale è tutt’altra cosa rispetto al passato; il format rappresenta una sorta di canone, uno strumento per misurare. Il prodotto finale, frutto di adattamenti e riscritture potrebbe intendersi come una sorta di testo polifunzionale portatore di un meccanismo celato di funzionamento. Probabilmente i format sono stati causa dell’omologazione del gusto, la fine della sperimentazione degli autori, o forse, semplicemente un modo per migliorare l’offerta media televisiva; quel che è certo è che l’esistenza del cosiddetto format oggi è ragione sufficiente per garantire il riconoscimento all’autore televisivo dei suoi diritti. Per leggere la sentenza della Corte di Cassazione visita il sito sul format.





(4,43 su 5)






