Riforma Pensioni: la pubblica non basterà più

Come saranno le pensioni di domani? Magre, anzi magrissime! L’Inps ha recentemente modificato i tassi di sostituzione e, sicuramente, le notizie non sono le più rosee

La pensione pubblica non ci basterà più

La pensione pubblica non ci basterà più

Un popolo di vecchi e di poveri

L’argomento della pensione è sempre stato un tema molto sentito e piuttosto “caldo” per gli italiani: dimentichiamoci, però, le pensioni d’oro dei nostri nonni o anche dei nostri genitori, che alla fine della loro vita lavorativa andavano in pensione con il 70 – 80 % dell’ultima retribuzione. Quei tempi sono finiti! Chi smetterà di lavorare nel 2020 avrà il 62% dell’ultima retribuzione, il 45% se è lavoratore autonomo, ma la vera tragedia è per chi è ancora in giovane età. I pensionati di domani, cioè quelli che andranno in pensione nel 2050, si ritroveranno con il 50% dell’ultimo stipendio, il 31% se lavoratori autonomi. Sicuramente se non si corre ai ripari, soprattutto per i più giovani, ci ritroveremo con una vera e propria piaga sociale: un paese con una popolazione sempre più anziana e sempre più povera. Come tutelarsi? Per i dipendenti è necessario prendere in considerazione l’adesione, tramite il TFR, ad un fondo pensione: si pagano meno tasse, si ha una remunerazione più elevata e la sicurezza di una rendita quando si smetterà di lavorare. Idem per gli autonomi che, nonostante non dispongano di un TFR, possono aderire ad un fondo, con il vantaggio aggiuntivo di poterlo scaricare tutti gli anni dalla dichiarazione dei redditi.

Come diceva una nota pubblicità di qualche anno orsono, prevenire è meglio che curare!

Per maggiori informazioni cliccate su: riforma pensioni

 



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