
supplente campano licenziato
Il titolo non avrebbe dovuto essere questo, ma piuttosto: “Supplente campano licenziato a Pordenone per essersi rivolto a dei bambini friulani con espressioni tipiche della regione del Sud”. Ecco.
“Settati, piccì”, pare abbia detto ad un bambino per invitarlo a sedersi. E’ stata questa la causa del suo licenziamento da una scuola elementare di Pordenone.
La storia sembra appartenere ai tempi di “Radici”, della discriminazione razziale contro gli uomini di colore, della lotta di classe, della emancipazione della donna, ai tempi medievali dell’Inquisizione.
Ma, spero che con me si stupiscano tutti i lettori, appartiene al presente, 2010, l’era dell’informatica, della crisi economica, Obama, centrali nucleari, legittimo impedimento, terremoti, lotta contro l’evasione fiscale, energia pulita, …
Riporto con orrore una frase dei colleghi del supplente campano licenziato: “Brava persona, supplente a 40 anni compiuti da un pezzo, in arrivo dalla Campania. Il suo peccato originale: talvolta parlava dialetto stretto del Sud”.
Se avesse parlato friulano?
Qualcuno dice: “La “marilenghe” è un’altra cosa. Questo non appartiene alla nostra tradizione”.
La notizia più largamente riportata è anche qui: supplente campano licenziato
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