Giochi per bambini, o meglio, gioco e apprendimento. Con questo post ci occupiamo, seppur nella maniera marginale che permettono le poche righe che abbiamo a disposizione, del rapporto esistente fra i bambini e il mondo del gioco. Giocare riveste infatti un’importanza fondamentale nella vita dei bambini.
Anzitutto li aiuta a scoprire se stessi e in seconda battuta il mondo che li circonda. Nel primo anno e mezzo di vita il momento ludico è rapprensentato da sonagli, carillon, oggetti di gomma o stoffa da maneggiare annusare e succhiare.
Diverso il discorso per il periodo che intercorre nel successivo step che arriva fino ai 3 anni. Questo il momento in cui prende piede la cosìddetta funzione simbolica del gioco, nella quale un piatto “diventa” il volante dell’auto e un bastone una bacchetta magica. Sulla stessa lunghezza d’onda i giochi che il bambino comincia a fare anche insieme agli altri. La simulazione si esplica nel fatto che il piccolo comincia a cucirsi addosso dei ruoli: una volta quello del pompiere, un’altra volta quello del capo stazione e così via su questa linea.
La vera interazione con gli altri bambini però, a luogo con il compimento dei 3 anni e viene delineandosi quasi in maniera completa fino ai 6 anni. I giochi preferiti sono quelli che coinvolgono le sfere del bene e del male (come il lupo che insegue e gli agnellini che scappano) oppure nascondino, un due tre stella..e, se non avete piccoli di questa età in giro per casa, fate un tuffo nei ricordi per proseguire con l’elenco.
Ecco un link che rimanda a giochi per bambini.
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