“Il cibo ci mangia, diventiamo il complemento oggetto della frase, perdiamo ogni possibilità di essere attivi”.
Questa una frase estrapolata dall’ultimo libro di Carlo Petrini (classe 1949), fondatore del Movimento Internazionale Slow Food (Parigi 1989) e della “Terra Madre”, impegnato nel settore dello sviluppo sostenibile, sui valori di base della nostra cultura alimentare.
Curioso il titolo: “TERRA MADRE – come non farsi mangiare dal cibo”.
Una ricerca americana ha messo in evidenza come, in momenti di grave crisi come quella che stiamo vivendo, diversi popoli, diverse culture, reagiscano in modo diverso: la cosa curiosa è che, mentre, per esempio, in questi ultimi anni in America è stato registrato un aumento delle vendite di armi da fuoco, in Italia è stato registrato quello della vendita di alimenti. (Dove trovino, poi, il tempo e i soldi, questi americani, di fare sempre sondaggi su tutti gli argomenti, non si sa; ma non è questo il contesto).
Siamo dei mangioni.
Di più, dice Petrini sul suo libro : il cibo è stato snaturato dal suo valore per diventare un prodotto consumistico alla pari di qualsiasi altro prodotto commerciale, il cui valore è dato esclusivamente dal prezzo; e, quindi, facendo il gioco delle grandi marche sul mercato, cerchiamo il prodotto più a basso costo, ne riempiamo le nostre dispense.
La nostra società, dice Petrini, da una “società della fame”, è diventata una “società dello spreco”: si pensi che in Italia, ogni giorno, 4 MILA TONNELLATE DI CIBO commestibile vengono buttate.
Per un approfondimento: Carlo Petrini
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