Quattro anni fa, il problema dei bond argentini è stato quello che più fortemente ha colorito i tg nazionali. La vicenda che colpiva nel profondo i risparmiatori italiani, animava in questi sentimenti contrastanti: da una parte il disappunto di aver perso i risparmi di una vita, dall’altra il dubbio in ordine alla possibilità futura di ottenere un ristoro giudiziario.
La crisi dei Fondi comuni italiani che nel 2007 spingeva gli investitori nazionali a ritirare 53 miliardi di euro dagli istituti di banca, portava i promotori finanziari a studiare forme alternative di investimento verso cui indirizzare i fedeli risparmiatori. Il fenomeno che nasceva per evitare che l’orientamento dei risparmiatori si rivolgesse inevitabilmente al mercato immobiliare, vedeva gli intermediari dar corso ad operazioni quasi sempre inadeguate. E’ per questo che migliaia di risparmiatori si ritrovavano in possesso di titoli rispetto ai quali non avevano espresso alcuna volontà di acquisizione. Gli stessi, inizialmente disorientati dall’accaduto, hanno poi cominciato a promuovere azioni giudiziarie che nel 2006 e negli anni a seguire, han portato inaspettatamente i loro frutti. Si consideri in proposito la pronuncia del Tribunale di Foggia (sentenza 21.04.2006) secondo cui: “Deve considerarsi gravemente inadempiente la banca che non adempie il dovere di fornire tutte le informazioni necessarie per effettuare un investimento “consapevole e informato”. Conseguentemente è risolubile il contratto stipulato tra banca e cliente, tenuto conto della rilevanza della violazione del contratto rispetto alla natura e alla finalità del rapporto e del concreto interesse dell’altra parte all’esatta prestazione”. E altresì quella del Tribunale di Roma (sentenza 18.05.2007) secondo cui: “in nessun caso gli intermediari sono esonerati dall’obbligo di valutare l’adeguatezza dell’obbligazione disposta dai clienti, neanche nel caso il cliente si sia rifiutato di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria. La conoscenza degli strumenti finanziari e dei mercati (rapportata alla tipologia di risparmiatore) non può far venir meno gli obblighi di diligenza posti a carico della banca”. Ci sono a tutt’oggi migliaia di risparmiatori che pur in possesso di questi titoli non hanno fatto nulla per la tutela dei propri diritti. Speriamo che la cronaca giudiziaria riportata possa essere uno stimolo ed un aiuto a procedere.
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