Un giudice ecuadoregno ha ordinato al gigante petrolifero Chevron di pagare 8 miliardi di dollari (6 miliardi di euro) per i danni causati all’Amazzonia e la sua gente
Pablo Fajardo, l’avvocato degli accusatori l’ha definito come un buon passo avanti in questa epica battaglia che va avanti da ben 18 anni. Infatti sebbene finalmente la Chevron-Texaco sia stata condannata, purtroppo il risarcimento rimane ancora basso; erano stati infatti richiesti 27.3 miliardi di dollari (20 miliardi di euro)
Questa causa definita “ la Chernobyl Amazzonica” è una class action dove gli accusatori sono ben 30mila, persone il cui ambiente circostante e la cui salute sono stati danneggiati fortemente da rifiuti chimici gettati a pieno carico nelle acque dell’Amazzonia dalla Texaco che operava nella zona l 1972 al 1990 . Chevron comprò la Texaco nel 2001
Il caso è stato argomento del documentario Crude vincitore del green film award di Berlino nel 2009 e aveva attratto l’attenzione ed il supporto di vip quali Sting, Trudie Styler and Daryl Hannah.
Il tutto inizia nel 1970 quando la Texaco stringe una collaborazione con l’industria petrolifica statale PetroEcuador per scavare dei pozzi. La Texaco finì tali operazioni negli anni 90 e le fu richiesto di pulire i siti . In particolare si sostiene che la compagnia, per risparmiare milioni di dollari, abbia scaricato milioni di barili di petrolio e rifiuti tossici nei corsi d’acqua Amazzoni contaminando così tutte le fonti ti idriche della zona.
Dal 1993 il processo era tenuto nelle corti statunitensi con continui rinvii a giudizio e nel 2003 il processo fu trasferito in Equador.
Il giudice Zambrano, che ha emanato la sentenza ha dato 60 giorni di tempo alla Chevron per aprire un conto in Equador dove depositare i soldi che verranno poi distribiuiti alle persone.
Ma i costosissimi avvocati americani della Chevron-Texaco ovviamente passeranno al contrattacco e hanno annunciato che si appelleranno contro la sentenza definendola “una frode, illegittima e contraria alle evidenze scientifiche (?)”
Fatto sta che i poveri residenti ancora oggi stanno subendo i disastrosi danni provocati da quello scempio con bambini nati con malformazioni genetiche, cancro, leucemia ed un territorio dove non si può coltivare o allevare alcun animale
La Texaco è considerata colpevole di aver riversato nel territorio oltre 30 milioni di galloni di petrolio, 20 milioni di galloni di rifiuti tossici ed oltre 235 milioni di metri cubi di gas inquinanti nell’aria. Questo paragonato ai 10,8 milioni di galloni di petrolio nel disastro Exxon Valdez in Alaska nel 1989 o I 20,5 milioni di galloni della BP in Messico ci fa capire l’entità del danno a carico del polmone del nostro pianeta.
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