
L'Aquila, la rivolta delle carriole
Il terremoto a L’Aquila risale al 6 aprile 2009: da allora poco è stato fatto per la capoluogo abruzzese, il cui centro storico è ancora un mucchio di macerie. Dopo la “protesta delle chiavi” della scorsa domenica 22 febbraio in cui un migliaio di cittadini hanno simbolicamente appeso alle transenne che delimitano la zona della città maggiormente danneggiata dal terremoto, questa domenica è la “rivolta delle carriole” o “rivoluzione delle carriole”: dalle 10 di questa mattina raduno in piazza Palazzo dei manifestanti “armati” simbolicamente di carriole per togliere le macerie dal centro storico.
Il messaggio è chiaro: dopo il terremoto a L’Aquila, a distanza di quasi un anno, non solo non sono state ricostruite le case distrutte dal sisma, ma non sono state neanche tolte le macerie per fare spazio ai lavori di ricostruzione.
Il sindaco della città de L’Aquila Massimo Cialente si era detto contrario a questa “rivoluzione delle carriole”, anzi, l’aveva proprio vietata: alle 16 di ieri aveva comunicato ai suoi cittadini di non superare i varchi dei Quattro Cantoni; ma alla stessa ora l’assemblea cittadina era già riunita a piazza Duomo per definire i dettagli della manifestazione di oggi: come e da dove fare arrivare le carriole, come e quali macerie raccogliere e dove spostarle. La “rivolta delle carriole” era già partita ieri, ed è tuttora in corso.
Vi rimando al sito del quotidiano dell’Abruzzo per gli approfondimenti: la rivoluzione delle carriole
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